Mese: marzo 2018

La famiglia Monza

I MONZA La famiglia Monza non faceva parte dell’aristocrazia vicentina e non era neppure originaria della pianura veneta. Il padre di Alberto, era giunto a Vicenza da Milano al seguito dei Visconti, le cui truppe vittoriose sugli Scaligeri, tennero Vicenza fino al 1404, prima di soccombere all’avanzata veneziana. Pur mantenendo stretti contatti con il milanese, i Monza si stabilirono nella città Berica, avviando lucrosi commerci ed estendendo il loro raggio di azione fino a Venezia. Nel 1396 Alberto riuscì ad ottenere dalla Serenissima la cittadinanza, con il diritto molto ambito, di commerciare sulla piazza di Rialto ed entrare così nel giro del grande commercio mondiale di Venezia. Quasi subito i Monza sentirono la necessità di diversificare le attività economiche e l’impiego dei capitali, rivolgendosi in particolare verso la proprietà terriera e i beni fondiari. Con l’acquisto di Dueville, i Monza si impegnarono nella conduzione del fondo, ma la loro attività principale rimanevano i commerci specialmente di tessuti e lane il cui sbocco principale restava il porto veneziano, dove Alberto possedeva un deposito per le mercanzie. Altri membri dei Monza erano notai, proprietari terrieri, prestatori di danaro, investitori, sedevano nel Gran Consiglio di Vicenza ed erano tra le prime dieci famiglie più importanti e ricche di Vicenza. I Monza continuavano a Vivere a Vicenza per mantenere stretti contatti con le famiglie più potenti. Vivere in città era l’unico modo per distinguersi ed avere quegli onori che la vita in un paese non era in grado di assicurare....

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Storia di un gemellaggio

  Storia di un gemellaggio   Intervista a Dante Miggiano e Gaspare Moresco Nel 1985, Dante Miggiano, in vacanza a Jesolo, incontra un signore di Sandrigo. Dante è un componente di un gruppo musicale di Schorndorf. Questo gruppo cerca altri gruppi musicali italiani per un eventuale gemellaggio. Il signore di Sandrigo dà a Dante l’indirizzo di Gaspare Moresco, anima e maestro della banda di Povolaro. Il Primo maggio 1986, per la festa dell’albero, festa tipica della Germania, la banda di Povolaro è ospite per la prima volta a Schorndorf. Esegue un impegnativo concerto apprezzato da tutti. I componenti della banda sono ospitati presso le famiglie. Si instaurano così dei legami di amicizia. Due anni dopo sono i componenti della banda tedesca a venire ospiti a Povolaro. Anche loro sono ospiti presso le famiglie. Questi incontri proseguirono ad anni alterni. Si consolidò così sempre più l’amicizia e la collaborazione fra le due bande.  Ma non solo. L’amicizia fra le famiglie si manifestava anca con altri incontri e visite, anche al di fuori delle visite ufficiali. Il paese di Schorndorf è gemellato con altri 6 paesi. La banda cittadina è stata fra i promotori di tutti i gemellaggi. Dopo la banda di Povolaro, altre associazioni sportive hanno iniziato dei contatti e degli incontri. Un ruolo importante ebbero gli scambi culturali fra gli studenti delle scuole medie di Dueville e le classi...

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Il parco delle risorgive

Il parco delle Risorgive: Bene comune o del Comune? Il Parco delle risorgive potrebbe diventare un progetto che va oltre i confini del parco stesso, oltre l’aspetto naturalistico e ambientale. Ho in mente l’esempio di Sant’Orsola Terme, piccolo Comune della Valle dei Mòcheni.   “ Nei primo anni ’70, la passione di dieci giovani produttori e una geniale intuizione: valorizzare la propria terra e creare occasioni di lavoro.  Come? Sfruttando le risorse naturali di una vallata specializzandosi nella coltivazione di fragole, piccoli frutti e ciliegie, che permette di sfruttare anche piccole superfici. E’ così che ha inizio la storia della Cooperativa Sant’Orsola, uno splendido esempio di sviluppo territoriale e armonioso equilibro fra uomo e natura.  Attualmente sul lavoro ci sono oltre 1.000 aziende tra piccolissime aziende part-time, aziende part-time specializzate e aziende professionali.” Molti campi di  Dueville non sono produttivi. Si potrebbe produrre fieno biologico, verdure biodinamiche e biologiche, tutte con il marchio Il Bosco. Ogni coltivazione dovrebbe rispettare un distinto disciplinare per avere dei prodotti certificati. Il Parco delle Risorgive potrebbe diventare il centro  che coinvolge tutto il territorio intorno. Uno da solo non potrebbe mai riuscire. In tanti forse...

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Per cambiare

Per cambiare, partecipare per decidere L’area Lanerossi, la piazza, le scuole, le strade, i parcheggi  sono beni comuni di tutti noi cittadini. Questi beni comuni sono gestiti dalle varie Amministrazioni Comunali. Con il nostro voto diamo ai rappresentanti eletti  una delega in bianco. Dopo il voto i cittadini non hanno la possibilità di intervenire nelle decisioni e guardiamo impotenti e indignati a certe situazioni. Perché non diventiamo noi protagonisti delle decisioni che interessano questi i beni comuni? Finora nelle assemblee si sono presentati progetti già decisi e chi partecipa è solo spettatore.  Se vogliamo diventare protagonisti, dobbiamo partecipare e poter decidere. Le modalità di partecipazione possono essere diverse:  assemblee con regole chiare, referendum, votazioni on line seguendo l’esempio di altri paesi. Potrebbe essere l’inizio di un percorso partecipativo per cambiare. Ai cittadini le scelte strategiche, agli amministratori il compito di progettare e realizzare le decisioni della...

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L’elezione del Doge

L’elezione del Doge Sopra la  Porta della Carta, nel Palazzo Ducale a Venezia, è rappresentato il Doge, massima autorità della Repubblica Veneta. Il Doge Foscari è in ginocchio davanti al Leone di S. Marco, simbolo della Repubblica stessa.  Di solito i re, i sovrani venivano rappresentati sul trono, simbolo di supremazia  e di dominio. Questa scultura, ricordava al Doge che egli era al servizio dei cittadini che doveva governare. Per questo è rappresentato in ginocchio e non sul trono. La procedura prevedeva che alla morte del doge si riunisse il Maggior Consiglio e che il consigliere più giovane si recasse fuori dal Palazzo e ne portasse all’interno il primo fanciullo tra gli 8 e i 10 anni. Costui era chiamato balotino e seguiva il Doge che veniva eletto.  Il balotino doveva trarre a sorte da un’urna i nomi di 30 consiglieri.  Si facevano diverse estrazioni multiple. Il metodo di elezione del doge era studiato per impedire brogli e corporativismi . C’erano sette passaggi fra estrazioni  ed elezioni . Da quel momento il Doge era  costantemente controllato e sorvegliato in ogni sua mossa. Non aveva guardie del corpo, non poteva porre la sua residenza fuori da Palazzo Ducale, dove non poteva esibire i propri stemmi, ad esclusione di uno solo all’interno del suo appartamento. Gli eventuali doni che riceveva da parte dei dignitari in visita andavano al Tesoro di San...

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