C’era una volta in via Roi

C’era una volta in via Roi Una volta via Roi era una via piena di vita. C’era il capitello. A maggio tutte le sere si recitava il fioretto. C’era sempre tanta gente, anche in mezzo alla strada. Di macchine ne passavano veramente poche. All’8 settembre poi,  c’era una grande festa. Al pomeriggio si celebrava la messa e poi si festeggiava o nel cortile da Aver o da Careghe. Una volta da Aver sono venute anche le giostre. A giugno, nel cortile di Aver veniva anche la mietitrebbia, una grande e lunga macchina che restava lì anche per una settimana. I contadini  tagliavano a mano il frumento con la séSola, facevano le faje, le legavano con le strope, le caricavano nei carri e andavo a trebbiare da Aver. Ritornavano a casa con le bale di paglia e con i sacchi di frumento. C’erano due osterie, per un certo periodo addirittura tre: Careghe, Aver e l’Enal di Gemma Minchio. Alla domenica andavamo a vedere la televisione dei ragazzi: Rin Tin Tin o Lessie. Non si pagava il biglietto, ma bisognava consumare almeno un bicchiere di spuma. Andare a fare la spesa era un compito dei bambini. Scanio Carettiero  e la Botegheta Lionzo erano i due negozi alimentari. Ogni giorno si faceva la spesa perché in casa non c’erano frigoriferi per conservare i cibi. Ogni giorno si segnava la spesa nel libretto....

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