Villa Monza, Dueville

L’attuale Municipio di Dueville fu all’inizio villa dei Monza. Essa costituisce la memoria più evidente dell’antica presenza dei nobili Monza. I Monza acquistarono il feudo di Dueville nel 1402 e rimasero protagonisti, per quasi 500 anni, della storia del nostro paese, con alterne vicende, fino al 1872 quando la villa fu acquistata dal Comune.

I Monza soggiornavano a Dueville per periodi variabili. La loro dimora era infatti a Vicenza. Ciascun ramo della famiglia aveva però, nei possedimenti di Dueville dei palazzi: villino Maccà, palazzo e barchessa in via Roma, casa Ramina ecc.

La villa fu commissionata dai fratelli Paolo e Carlo figli di Muzio Monza, nel 1715. Si attribuisce il progetto all’architetto Francesco Muttoni. La villa è di tre piani e la facciata si conclude con un frontone, ornato ai vertici da tre statue, della bottega del Marinali e rappresentano la Prosperità al centro, la Temperanza a sinistra e l’Abbondanza a destra, a significare i valori del luogo e dei suoi Signori. Oltre la gradinata si apre il portico, animato da sei colonne ioniche: due singole alle estremità e due binate al mezzo.

 

Villa Da Porto – Pedrotti, Vivaro

A poca distanza una dall’altra, dominano la campagna circostante di Vivaro, due maestose ville. Testimoni degli antichi splendori e degli antichi poteri dei nobili Da Porto, rappresentano un caratteristico e tipico aspetto del paesaggio della campagna veneta.

Si erge dal verde prato circostante, la villa Da Porto ora Pedrotti. Consta di un corpo dominicale, al cui centro è il pronao ionico, sormontato da un frontone triangolare che esibisce nel timpano lo stemma gentilizio dei Da Porto. Il primo nucleo della fabbrica risale all seconda metà del ‘500. Le ali laterali sono interventi ottocenteschi dovuti ad Caregaro-Negrin.

Dietro, un romantico parco ricco di alte essenze, una montagnola e un laghetto. Davanti la dritta strada che porta alla chiesa di Vivaro. Accanto alla villa un piccolo oratorio dedicato al nobile San Gaetano Thiene, figura notevole della Controriforma e  protettore contro le pesti.

 

Villa Da Porto Casarotto, Vivaro

 

Poco lontano, a meno di un chilometro, sorge l’altra villa Da Porto ora Casarotto. L’ austero stile  neoclassico imprime all’edificio un’aria severa ed austera. L’architetto fu Ottone Calderari e la villa venne terminata alla fine dei ‘700. La villa consta di un corpo centrale, quadrato, su cui s’innestano il pronao con l’antistante scalea sul davanti, e due ali arretrate ai lati.

Sulla destra della villa, un elegante ed armonico oratorio. La cappella gentilizia è opera di Ottone Calderari. La costruzione iniziò l’anno 1774 e terminò due anni dopo, nel 1776. Anche nell’oratorio, come nel palazzo, Calderari attinse alle forme del Palladio. Palladiana, in facciata, è la rotondità dei quattro fusti di colonna. La cappella è dedicata alla Vergine di Monte Berico.

 

Villa Fadinelli – Berdin, Povolaro, via Marosticana

 

Di stile neoclassico, la villa venne costruita alla fine del ‘700, dal nobile Bonaventura Fadinelli, Vicario Generale del Vescovo di Vicenza.

 

Villino Rossi Da Schio, Povolaro

 

Il villino suscita l’interesse perché conferma lo schema compositivo della loggia sopra loggia, come per esempio, il villino Camarello, sempre a Povolaro. Costruito alla fine del ‘600, rappresenta una tipica costruzione intermedia fra la villa nobiliare e l’architettura spontanea rurale.