Democrazia diretta: partecipare per decidere

Quando certe idee sono diffuse, ma sono sopite, basta poco per risvegliarle e rinascere.

Fino a cento anni fa, non c’erano le amministrazioni comunali, ma le comunità. Le comunità si regolavano con la partecipazione nelle decisioni di tutti i capifamiglia. Era una democrazia diretta che per secoli ha regolato la vita delle comunità della Repubblica Veneta e gran parte dell’Italia. Si redigevano gli statuti e c’erano i vari organismi che controllavano che le regole venissero rispettate. Le riunioni si tenevano nelle piazze o nella casa del comune. Ogni capo famiglia poteva votare ed un notaio, scriveva il verbale della riunione. In alcuni archivi dei comuni si possono ancora trovare gli statuti e gli atti notarili delle riunioni della comunità.

Immagino la fila delle persone della mia famiglia: io, mio padre, mio nonno, mio bisnonno. Tre generazioni per secolo. Una trentina di persone per arrivare al medioevo. Solo due, mio padre ed io, hanno conosciuto la democrazia rappresentativa. Gli altri vivevano in comunità regolate dalla democrazia diretta.

La democrazia rappresentativa in Italia è una organizzazione sociale con un sistema gerarchico piramidale che dipende da chi detiene una parte del potere, come i partiti. Con il voto incarichiamo qualcuno ad amministrare i beni comuni e pubblici. Di fatto deleghiamo e non abbiamo più la possibilità di controllo e di decisione. Quando ci chiedono il voto, lo chiedono su programmi generici e vaghi.

Francesco